La promozione del sito web inizia con la corretta formazione del nucleo semantico. Dopo che il nucleo è stato assemblato, diventa necessario distribuire le frasi chiave tra le pagine del sito. Come evitare errori ed evitare duplicazioni? La risposta a queste domande è il clustering semantico.
Il clustering semantico centrale è il processo di divisione di tutte le frasi chiave in gruppi, o cluster, in base alla loro somiglianza semantica e contestuale. Ciò consente di ottimizzare ciascun gruppo di frasi su una pagina separata del sito, impedendone la ripetizione o la duplicazione.
Quando si raggruppano le frasi chiave, è importante considerare il tipo di pagina. Le richieste possono essere commerciali o informative. Ad esempio, la richiesta “acquista uno smartphone” e “smartphone” sono frasi simili, ma implicano contenuti diversi: la prima è per la pagina di un negozio online, la seconda è per un articolo informativo. Tali query non devono essere raggruppate insieme, altrimenti solo una di esse potrebbe avere successo.
Il processo di raggruppamento del nucleo semantico avviene come segue: viene selezionata una chiave principale, quindi altre frasi vengono collegate ad essa, i loro risultati di ricerca vengono confrontati e i gruppi vengono creati in base a URL comuni. Esistono due metodi principali di clustering: hard e soft.
Il metodo soft si basa sulla presenza di diversi URL comuni nei risultati di ricerca per la query principale. Il metodo difficile confronta tra loro i risultati della ricerca, raggruppando solo le query correlate tra loro. La precisione del raggruppamento nel metodo difficile è impostata dalla soglia di clustering, ovvero il numero minimo di URL identici richiesti per creare un gruppo. Per il metodo soft si tratta di 4 corrispondenze, per il metodo hard sono 3. Di solito viene utilizzato il metodo soft, ma per nicchie altamente competitive si consiglia di utilizzare il clustering hard.
Esistono diversi strumenti per automatizzare il clustering che possono accelerare notevolmente il processo:
Nonostante l’ampia scelta di servizi per il clustering automatico, è importante ricordare che gli algoritmi possono commettere errori. Pertanto è sempre consigliabile effettuare manualmente il controllo finale, unendo i cluster in gruppi logici e assegnando loro le pagine del sito corrispondenti.
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